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50 rifugiati occupano un palazzo abbandonato: nasce la Casa dei Diritti "don Gallo"

“Casa dei diritti Don Gallo”: abbiamo ribattezzato così il palazzo vuoto da anni in via Tommaseo 90, a Padova.

Il 18 dicembre 2013, nella giornata di mobilitazione globale per i diritti dei migranti, circa sessanta rifugiati hanno occupato la vecchia sede di Meeting Service Spa, un palazzo vuoto da anni e finito all’asta dopo il fallimento della società.
Centinaia di stabili vuoti, abbandonati all'incuria della rendita finanziaria, a fronte di migliaia di persone condannate a vivere nella precarietà abitativa sono infatti una realtà inaccettabile.
Insieme agli attivisti di ASC (Assemblea Sociale per la Casa), Razzismo Stop e del Centro Sociale Occupato Pedro, si è voluta costruire questa iniziativa che ridesse visibilità a un problema altrimenti invisibile e che sancisse inequivocabilmente la possibilità di una vita degna in qualunque luogo del mondo.

Ma chi sono gli occupanti?

Fuggono da guerre e persecuzioni ma una volta giunti in Italia solo il 32,4% di loro trova un luogo dove stare: sono i rifugiati. Riconosciuti come tali dalle istituzioni italiane ma poi confinati nella periferia dei diritti.

Vengono dall’Eritrea, dalla Somalia, dal Ghana, dal Mali, dal Senegal, dal Togo, dalla Nigeria.
I loro passaporti non sono diversi da quelli di altre migliaia di persone inghiottite dal Mar Mediterraneo in questi anni e che riescono a suscitare tanto cordoglio e indignazione.
Loro, che invece hanno avuto la fortuna di approdare vivi sulle nostre coste, sono poi stati abbandonati dalle istituzioni, come accade ad altre migliaia di titolari della protezione internazionale in Italia.
Hanno vissuto per mesi nei CARA o nel circuito dell’emergenza nordafrica, alcuni sono arrivati a Lampedusa solo poche settimane fa, altri hanno cercato di raggiungere il Nordeuropa rimanendo ingabbiati nelle incomprensibili leggi che limitano la circolazione interna all’Unione, altri ancora hanno trovato rifugio gratuito per mesi nei locali di via Gradenigo 8, l’Associazione Razzismo Stop.
Per troppo tempo sono stati dimenticati, celati agli occhi dei più, ignorati dalle amministrazioni e ricacciati, e oggi hanno scelto di non fuggire più.

Non chiedono assistenza, ma la possibilità di provarci, di costruirsi un futuro degno dopo che il loro passato è stato cancellato da conflitti e persecuzioni.

A via Trieste e via Salandra, si aggiunge così l’esperienza del terzo palazzo occupato a Padova.
Nessuno rimanga senza un tetto, che ognuno possa vivere in qualunque luogo nel massimo rispetto delle esigenze fisiche, affettive, materiali e sociali che ci contraddistinguono come esseri umani.
Per un mondo senza frontiere, per città accoglienti, per l'organizzazione dal basso che costruisce spazi di vita compatibili con i bisogni delle persone e degni di un'esistenza che ha orizzonti comuni di libertà e di trasformazione.

Dedicato a Don Gallo, sempre dalla parte degli ultimi.